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rinvio escursione

CAUSA PREVISIONI METEREOLOGICHE AVVERSE L’ESCURSIONE PREVISTA PER DOMENICA 25 NOVEMBRE E’ RINVIATA A DATA DA DESTINARSI

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Domenica 25 novembre: escursione “Gole dello Strittolo”

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ESCURSIONE “GOLE DELLO STRITTOLO”
INTERSEZIONALE CON IL CAI MELFI
Domenica 25 novembre 2018 – Castronuovo di S. Andrea (PZ)
Località: Castronuovo di Sant’Andrea (PZ) – Parco Nazionale del Pollino
Lunghezza: 9 km c.a
Quota minima: 540 m
Quota Massima: 809 m
Durata: 4/5 ore, soste escluse
Grado di difficoltà: EEA (per Escursionisti Esperti con Attrezzatura)
Attrezzatura obbligatoria: scarponi da trekking alti ben impermeabilizzati, casco protettivo, bastoncini telescopici.
Attrezzatura necessaria: abbigliamento da escursionismo, ghette, zaino da trekking ben equipaggiato.
Descrizione del percorso: Ci addentreremo nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, nelle suggestive “Gole dello Strittolo”, dove vivremo emozioni indimenticabili, in compagnia del dolce e rilassante fruscio dell’acqua e del magico e incantevole silenzio del bosco, tra maestosi alberi depositari di energie, e tra spettacolari pareti rocciose custodi di storie antiche di secoli; lontani anni luce dalla quotidianità della vita globalizzata. Il sentiero grazie alla particolare combinazione di vegetazione, roccia e ricchezza di acqua rappresenta un interessante geosito, affascinante sia dal punto di vista naturalistico che escursionistico. In questo particolare habitat, selvaggio e puro, vivono innumerevoli e particolari specie di funghi, piante e animali. A seconda del periodo e con un po’ di fortuna è possibile imbattersi in specie come il granchio di acqua dolce, la salamandrina terdigitata e un tipo di rana tra le più piccole al mondo. Il percorso scorre, per tratti abbastanza lunghi, inforrato tra pareti strapiombanti formate da rocce conglomeratiche quaternarie, interessate dal fenomeno carsico. Per circa 3/4 km il sentiero è attraversato da un piccolo corso d’acqua, dove in alcuni punti si trovano rocce e pietre che si presentano abbastanza scivolose. Terminato questo tratto, il percorso continua in salita fino al rifugio della Forestale, nel cuore della Foresta di Magrizzi, dove è prevista una sosta per consumare un pranzo tipico, preparato dai soci dell’Associazione di Volontariato “La Coccinelonte”. Dopo la sosta, percorrendo un’antica sterrata che ci condurrà fino alle auto, nella parte finale del sentiero si potrà ammirare, in tutto il suo fascino storico, l’Ulivo di S. Andrea Avellino, piantato dal santo nel 1547 quando partì per l’ultima volta da Castronuovo, il suo paese nativo, per Napoli. Terminato il trekking, verso le ore 16:00, per chi vorrà chiudere la giornata in bellezza, è prevista la visita agli agricoltori custodi della zona, che fanno parte degli “Itinerari della Biodiversità Agricola ed Alimentare del Pollino” e che custodiscono e coltivano ancora antiche varietà di frutta, ortaggi e cereali. Da loro si potranno degustare e comprare prodotti. Inoltre, nelle sale del MIG (Museo Internazionale della Grafica) si potrà visitare la mostra dedicata all’opera grafica di Lucio Venna. In aggiunta si potrà visitare il Museo Internazionale dei Presepi “Vanni Sheiwiller” e il Museo della Vita e delle Opere di S. Andrea Avellino.
IMPORTANTE I responsabili si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non sono in possesso dei requisiti fisici, tecnici o d’abbigliamento necessari. In caso di previsioni meteorologiche avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi. Per tutto quanto non specificamente indicato nel programma ci si riporta al Regolamento delle escursioni della sezione che i partecipanti, iscrivendosi all’attività, confermano di conoscere e di accettare.
Direttore d’escursione Silvano Di Leo (348 4756735)
Vincenzo La Torraca (333 46908879)
Michele Moscaritolo (338 3729775)-
Iscrizione Entro e non oltre mercoledì 21 novembre 2018
Quota di partecipazione Gratis per i soci CAI, € 6 per i non soci (la quota comprende l’assicurazione). Mentre per chi volesse aderire al pranzo tipico potrà farlo versando un contributo volontario di 15 € all’Associazione di Volontariato “La Coccinelonte”. Appuntamento e partenza: Castronuovo di S. Andrea – Ore 9:00, Piazza Civiltà Contadina Come raggiungere Castronuovo di S. Andrea: Dalla Sinnica SS653: provenendo da ovest si esce a Senise e si prosegue per Castronuovo di S. A. (16 km);provenendo da est si esce a Francavilla in Sinni e si prosegue per Castronuovo di S. Andrea (22 km). Dalla Val d’Agri SS598: provenendo da est si esce a S. Chirico Raparo e si prosegue per Castronuovo di S. A.(20 km c.a); provenendo da ovest si esce a S. Arcangelo e si prosegue per Castronuovo di S. A. (27 km).

Domenica 14 ottobre: Trekking “La Rueping, sul cammino del legno”

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Appuntamento alle 8,30 in piazza Virgallita a Terranova.
Partenza dal sentiero ore 9,15 e rientro al rifugio per un pranzo a sacco per le 13,30.
I tempi di percorrenza a/r non vanno oltre le 4 ore   Il sentiero parte dal parcheggio auto della pista di sci di fondo dello sci club Pollino Sci. Dal profilo di elevazione si evince che il trekking sarà per lo più progressivo con uno sviluppo di 150 metri per una distanza di 4300m fino al raggiungimento del Target prefissato (Pietra Castello).
Il sentiero si presenta per tutta la sua lunghezza, agevole, poco sconnesso, e per una buona parte panoramico, e sul versante val sarmento, e sul versante Fagosa/Timpa San Lorenzo.  In questo periodo dell’anno gli abeti bianchi e i faggi danno luogo ad uno scenario colorato unico!

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profilo di elevazione

La storia della Rueping
E’ interessante conoscere la storia di questi boschi di faggio e di quelli dei territori vicini, la quale inizia il 27 agosto del 1910, quando un’agguerrita ditta tedesca, la Rueping S.p.A., e il comune di Saracena conclusero un contratto che prevedeva lo sfruttamento di questo immenso patrimonio forestale per almeno un ventennio.
A quei tempi in cui vigeva la “scelta forzata” dell’emigrazione verso gli Stati Uniti d’America e l’Argentina, oppure ci si rassegnava a lavorare la terra per conto dei latifondisti locali per sole 3 lire al giorno, l’arrivo della Rueping fu una vera manna dal cielo. Lavoravano tutti, guadagnando piu’ di 6 lire al giorno, anche se da semplici operai. Quelli specializzati, che sapevano come far funzionare i sofisticati macchinari, venivano dal Nord Italia, per i quali la ditta organizzo’ un centro residenziale in grado di ospitarli insieme alle loro famiglie.
Era un lavoro duro: si partiva per la montagna presto, tra la domenica e il lunedi, due ore dopo la mezzanotte, ovviamente a piedi, per raggiungere il cantiere e si rientrava in paese a fine settimana. Il risiedere tanto tempo in montagna, lontano da casa e dalla propria famiglia, comportava la necessita’ di un ricovero per dormire, che veniva costruito con tavole di faggio, terra e carta catramata. Con la Rueping lavoravano complessivamente all’incirca 600 persone. Si produceva legname di prima scelta, da cui ricavare traverse ferroviarie, calci di fucile, manici di scopa e di pala, remi di barca. Con quello di scarto si otteneva il carbone.
I due grandi supporti tecnologici della Rueping furono i tracciati ferroviari, percorsi ininterrottamente da tre trenini a vapore e le efficienti teleferiche. Queste ultime poggiavano su due cavalletti di legno durissimo, mentre le funi d’acciaio avevano un diametro di circa 6 cm. Sia i binari ferroviari che le teleferiche erano sparse in quasi tutto il territorio: da Piano di Novacco a Piano di Vincenzo sino a Tavolara; dalla Palmenta al Monte Caramolo; dal Piano di Minatore a Timpone della Magara; da Serraiola a Scifariello.
A testimoniare questi fatti storici rimane una discreta documentazione su tutto l’areale: stazioni di arrivo e di partenza delle funivie, riconoscibili dai pilastri in cemento e dai supporti in legno che reggevano i cavalletti; fili d’acciaio; tracciati decauville per l’esbarco del legname sino a Campolongo, con ancora in posto le traverse di quercia; una struttura abitativa a Piano di Novacco; i resti di una grande abitazione nel pianoro di Campolongo, per il pernottamento degli operai che facevano muovere la funivia; un acquedotto sul Piano di Novacco, datato 1922; la vecchia cabina elettrica, costruita nel 1910 con l’importazione dalla Germania dei macchinari; infine, la strada che collega Saracena alla SS 105, costruita nell’inverno del 1925, un regalo della Rueping ai cittadini di Saracena.
A partire dal 1927, al massimo della sua espansione, la Rueping accorpo’ altri territori rientranti nei comuni di Lungro, Morano Calabro, Mormanno, Acquaformosa, Firmo, S.Donato di Ninea, S.Sosti e Verbicaro giungendo sino alle falde del Cozzo del Pellegrino.
Qualche anno piu’ tardi, a causa di insanabili contrasti con gli amministratori di Saracena, la Rueping smantello’ i cantieri e si trasferi’ nelle montagne lucane.
Alla Rueping subentro’ la ditta Palombaro che, dal 1950 al 1958, effettuo’ tagli di diradamento lasciando gli alberi migliori. Essa, in parte rinnovo’ gli impianti, in parte utilizzo’ quelli preesistenti della Rueping. Da allora, non si effettuano piu’ tagli indiscriminati a danno delle faggete.
Un’altra utilizzazione che richiese grandi quantitativi di legname di Faggio erano le cosiddette “carcare”, singolari forni per la produzione della calce, rimaste attive sino agli anni ’50. Trattasi di strutture circolari, costruite con muri a secco, destinate alla produzione della calce che si ricavava dal calcare, abbastanza diffuso sugli areali del Pollino e della Catena Costiera, dove queste forme si rinvengono con frequenza.
(Dal libro “La Faggeta nella Montagna Calabrese” di C.Magliocco)

 

Appuntamento: 8,30 in piazza Virgallita a Terranova di Pollino
Località – Gruppo montuoso: Terranova (CS), Parco Nazionale del Pollino
Livello di difficoltà: Escursionistico (E)
Responsabile: Vincenzo Gulfo (348 1701973)

domenica 1 luglio: visita alla Faggeta Vetusta di Cozzo Ferriero

foto cozzo ferrieroLocalità: Rotonda (PZ)
Durata: 4/5 ore, soste escluse
Grado di difficoltà: E (Escursionistico)
Attrezzatura necessaria: scarponi da trekking, bastoncini telescopici, zaino ben equipaggiato.
Descrizione: La faggeta di Cozzo Ferriero è radicata lungo la dorsale che da Coppola di Paola raggiunge Cozzo Ferriero, in Basilicata, in agro del Comune di Rotonda (PZ). È estesa circa 70 ettari e si sviluppa su una superficie sub-pianeggiante compresa tra 1700 e 1750 s.l.m., in prossimità dello spartiacque che segna il confine tra Basilicata e Calabria. L’esposizione prevalente è Ovest. Geologicamente l’area è caratterizzata da rocce carbonatiche con prevalenza di calcari dolomitici, su cui si sono formati suoli moderatamente profondi, con tessitura da franco limosa ad argillosa limosa, riconducibili ai Typic Hapludolls. In questa aera vegetano faggi monumentali, che hanno raggiunto l’età di circa 500 anni, tipici delle fasi più mature della dinamica forestale, con presenza di alberi aventi un ampio range dimensionale dei diametri, ben distribuiti nello spazio ed accumulo di alberi morti in piedi e schiantati, tipici delle faggete vetuste, nelle quali l’assenza di impatti significativi legati alle attività umane per un periodo di tempo sufficientemente lungo, ha consentito alle dinamiche naturali di esprimersi, dando luogo a cenosi strutturalmente complesse e ricche di biodiversità. (dal sito del Parco del pollino http://www.parcopollino.gov.it)

IMPORTANTE I responsabili si riservano il diritto di non ammettere all’escursione coloro i quali non sono in possesso dei requisiti fisici, tecnici o d’abbigliamento necessari. In caso di previsioni meteorologiche avverse l’escursione potrà subire modifiche o essere rinviata a data da destinarsi. Per tutto quanto non specificamente indicato nel programma ci si riporta al Regolamento delle escursioni della sezione che i partecipanti, iscrivendosi all’attività, confermano di conoscere e di accettare.
Responsabili: Bruno Niola 339 7646529 – Giorgio Braschi
Appuntamento e partenza: c/o Rifugio Fasanelli (Rotonda) – Ore 9:00