Sabato e Domenica 18/19 Aprile 2026 – MONTE MILETTO

Descrizione

MONTE MILETTO: ASCESA ALLA CIMA REGINA DEL MATESE

Prepariamoci a calpestare il “tetto” del Molise.

Con i suoi 2.050 metri, il Monte Miletto non è solo la vetta più alta del neonato Parco Nazionale del Matese, ma un vero balcone sospeso tra due mondi. Un tempo isolotto sperduto in un oceano primordiale, oggi è una sentinella che nelle giornate terse regala un privilegio raro: abbracciare con un solo sguardo l’Adriatico e il Tirreno.

L’ITINERARIO: IL CUORE DELL’ANELLO

Il nostro viaggio parte dai 1.430 m del Pianoro di Campitello Matese. Quella che ci attende è un’escursione classica, un anello di grande soddisfazione che si snoda tra faggete silenziose, pietraie selvagge e creste d’alta quota.

  • Il riscaldamento: Partiremo in senso orario attraversando il pianoro fino alla sorgente temporanea di “Capo d’Acqua”. Da qui, il sentiero inizia a salire con decisione lungo la carrareccia, seguendo in parte il tracciato delle piste fino a raggiungere la stazione di cresta (1.697 m).
  • La Cresta del Caprio: Guadagnata la quota, camminiamo sul filo del Colle del Caprio. Puntiamo verso ovest, con l’obiettivo della stazione della seggiovia (1.836 m). Se il rifugio sarà aperto, ne approfitteremo per ricaricare le energie: ne avremo bisogno per l’ultimo, esaltante strappo.
  • La Conquista della Vetta: Ci aspettano gli ultimi 200 metri di dislivello. È qui che il Miletto mette alla prova il nostro allenamento con pendenze importanti, ma la ricompensa è assoluta: la croce di ferro che svetta nel blu, simbolo di una montagna “sacra” fin dall’Ottocento.

TRA MITO E STORIA

Lassù, dove l’aria è più sottile, cammineremo sulle tracce di Beniamino Caso, che alla fine del XIX secolo compì l’impresa di scalare queste pareti nel cuore dell’inverno. Mentre riprendete fiato, osservate il profilo della cresta: i locali lo chiamano il “Gigante Addormentato”. La leggenda vuole che la montagna sia un titano supino in attesa di risvegliarsi, circondato da un’aura di mistero che un tempo teneva lontani i curiosi, oggi sostituiti dal nostro entusiasmo.

IL RITORNO: LA SCELTA DEL GIGANTE

La discesa sarà un’avventura dettata dalla montagna stessa. A seconda delle abbondanti nevicate di questo periodo, valuteremo insieme la via migliore:

  1. L’Anello Nord: Una discesa tecnica verso lo stazzo, seguendo i vecchi tralicci immersi nella neve, per poi tuffarci nella spettacolare faggeta e scoprire i segreti della Grotta delle Ciavole.
  2. La Variante Panoramica: Un rientro più soft verso Campo dell’Arco, per goderci ancora un po’ la magia del crinale prima di tornare ai pascoli di Campitello.

Il pomeriggio di sabato, insieme ai soci di Campobasso, è stato predisposto un trekking urbano nei vicoli del centro storico di Oratino e Ferrazzano.

Segue, in serata, il momento conviviale organizzato per noi dagli amici ospitanti.

Per dettagli, info su pernottamento e organizzazione del viaggio, rivolgersi ai contatti diretti dei Direttori di Escursione.

Direttori di Escursione

AE Marianna Ferraro (348 1629121), AE Vincenzo Gulfo (348 1701973)

Iscrizione

Iscrizione  obbligatoria   tramite messaggistica  WhatsApp  al  numero  di sezione 0973 296068 entro le ore 16:00 di venerdì 16 aprile 2026. Partecipazione subordinata a una risposta positiva da parte dei referenti, disponibili ai relativi contatti telefonici per ulteriori informazioni.

Quota di partecipazione

2 € per i soci CAI, 10 € per i non soci. Per i soci la quota comprende un contributo sociale per le spese organizzative dell’escursione, mentre per i non soci  la quota comprende l’assicurazione

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