Domenica 15 marxzo 2026 – Escursione al Santuario di S. Maria Regina di Anglona

Località: Tursi – Santuario di Santa Maria Regina di Anglona

Gruppo montuoso: Calanchi dell’area Agri–Sinni

Lunghezza:  5,80 km circa (andata e ritorno)

Altitudine minima, altitudine massima: 187 m, 273 m

Dislivello in salita, dislivello in discesa: 163 m, 162 m

Durata: escursione di circa 2 ore (soste escluse). Al termine dell’attività escursionistica, dopo il consumo del pranzo a sacco, seguirà la visita al Santuario con approfondimento storico-culturale del sito di Anglona.

Grado di difficoltà: E (per Escursionisti)

Punti d’acqua: lungo il percorso non ci sono punti d’acqua

Attrezzatura necessaria: scarponi da trekking alti, bastoncini telescopici, abbigliamento da escursionismo “vestirsi a cipolla”, zaino da trekking ben equipaggiato (acqua, pranzo al sacco, abbigliamento di ricambio, giacca a vento, berretto, crema solare, pile…)

Appuntamento: Ore 9:30 al parcheggio del Santuario di Santa Maria Regina di Anglona

Coordinate appuntamento: Appuntamento: 40° 14′ 38.1″ N 16° 33′ 25.9″ E – Santuario

Descrizione dell’attività

L’escursione comprenderà il percorso naturalistico di andata e ritorno dal piazzale del Santuario all’Edicola votiva, con lettura del paesaggio calanchivo e osservazioni naturalistiche; quindi la visita all’area denominata “castello” o “fortilizio” (XIV-XV secolo) e, infine, al Santuario Maria Santissima di Anglona (X-XI secolo), monumento nazionale dal 1931 e Pontificia Basilica Minore dal 1999.

L’areale di Anglona, situato nel tratto retro costiero S-E della Basilicata ionica, comprende la collina omonima dominante le basse vallate dell’Agri e del Sinni e il territorio calanchivo circostante, modellato da estesi affioramenti argillosi pliocenici interessati da intensi fenomeni erosivi. La morfologia del paesaggio, con acropoli naturali e terrazzi ondulati e digradanti verso il mare, solcati da impluvi e caratterizzati da forme calanchive di notevole impatto scenografico, e la presenza di itinerari naturali che si diramano verso le aree interne, ha favorito fin dall’antichità (II millennio a.C.) una presenza dell’uomo costante e diffusa. La posizione dominante consente un ampio controllo visivo sia verso la fascia costiera ionica sia verso l’entroterra, configurando il sito come naturale punto strategico e nodo di connessione territoriale.

In età classica (IV-III secolo a.C.), come si evince dalle Tavole di Herakleia, l’areale era parte della chora della città magnogreca poiché è menzionata la strada per Pandosìa, l’insediamento di età classica identificato da alcuni studiosi sulla collina di Anglona. I nomi delle due città, tra l’altro, ritornano in occasione della prima battaglia di Pirro contro i Romani (280 a.C.), combattuta presso il Sinni nel territorio tra Herakleia e Pandosìa.

La collina di Anglona (263 m s.l.m.) si estende su un ampio terrazzo (ha 3) allungato in senso E-O. L’assetto geomorfologico, caratterizzato da versanti acclivi e substrato argilloso facilmente modellabile, ha determinato nel tempo un delicato equilibrio tra stabilità naturale e intervento antropico. Il paesaggio vegetale attuale è riconducibile a formazioni di macchia mediterranea secondaria e a colture tradizionali (oliveti e seminativi), che testimoniano una lunga continuità d’uso agricolo dell’area.

Sul lato orientale è situata la Basilica di impianto romanico-normanno (X-XI secolo), con struttura a tre navate, due transetti e abside semicircolare, e con, all’interno, affreschi in stile greco-gotico narranti episodi del Vecchio Testamento e ritraenti figure di santi in stile bizantino e di epoca rinascimentale. La collocazione della Basilica sul margine orientale del terrazzo accentua il suo ruolo di riferimento visivo nel paesaggio, rendendola elemento emergente e simbolico nel contesto territoriale circostante.

All’esterno della Basilica, è il complesso di otto ambienti in muratura (XVI-XVII secolo), probabili ricoveri per i pellegrini che frequentavano la Basilica e spazi funzionali alle fiere, eventi che si inserivano in un sistema di relazioni economiche e devozionali strettamente connesso alle dinamiche rurali dell’area.

Sul lato occidentale della collina è l’area denominata “castello” o “fortilizio”, frequentata dall’età del Bronzo (XIV-XIII secolo a.C.) al periodo post-medievale (XIV-XV secolo d.C.), a conferma della continuità insediativa favorita dalla posizione strategica e dalle caratteristiche morfologiche del rilievo.

Direttori di Escursione

ONC Nicola Carlomagno (340.6866930) DDE Ada Preite (349.1888707)

Iscrizione

Iscrizione obbligatoria   tramite messaggistica WhatsApp  al  numero  di sezione 0973 296068 entro le ore 13:00 di sabato 14 marzo 2026. Partecipazione subordinata a una risposta positiva da parte dei referenti, disponibili ai relativi contatti telefonici per ulteriori informazioni.

Quota di partecipazione

2 € per i soci CAI, 10 € per i non soci. Per i soci la quota comprende un contributo sociale per le spese organizzative dell’escursione, mentre per i non soci  la quota comprende l’assicurazione

 consigliato l’uso dei bastoncini telescopici

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