La Faggeta vetusta di Cozzo Ferriero, a Rotonda (Pz), nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, è stata riconosciuta Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco il 7 luglio del 2017 a Cracovia durante i lavori della 41a sessione della Commissione per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
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Località: Rotonda (PZ)
gruppo montuoso: Parco Nazionale del Pollino
Lunghezza: 10 km circa
Altitudine minima, altitudine massima: 1361 m, 1918 m
Dislivello in salita, dislivello in discesa: + 813 m, – 810 m
Durata: 6 ore, soste escluse
Grado di difficoltà: E (Escursionistico)
Punti d’acqua: Rifugio Fasanelli, sorgente Sciartaglie, sorgente Pianicello, Fonte della Capanna, Fonte di Ruggio
Attrezzatura necessaria:
Scarponi da trekking alti, bastoncini telescopici, abbigliamento da escursionismo, zaino da trekking ben equipaggiato (acqua 2 litri, pranzo a sacco, abbigliamento di ricambio, giacca a vento, cappello, occhiali da sole, crema solare ecc.)
Appuntamento:
Ore 09:00 Rifugio Fasanelli 39°55’03.4″N 16°05’45.7″E 1.350 m
Descrizione del percorso
L’itinerario parte dalla Piana di Pedarreto, nei pressi del Rifugio Fasanelli e procede sul sentiero 904C, lungo la carrareccia che passa sotto la Madonnina. La carrareccia entra nel bosco a mezza costa. Si prende uno stretto, breve sentiero a destra, sulla scarpata, per osservare da lontano la parete rocciosa con in basso la grotta dell’Orso. Si prosegue lungo la carrareccia, per raggiungere Timpa dell’Orso, con bella vista sulla valle del Mercure e su Rotonda, sul Monte la Spina e sul Sirino.
Si riprende il cammino lungo il crinale in salita, lungo tracce di un sentiero piuttosto ripido, fino ad uscire allo scoperto e raggiungere la sommità a 1790 m di quota. Qui il nostro sentiero interseca il 908 proveniente da Cozzo dell’Anticristo che volge ad est, verso Cozzo Ferriero. Si torna nel bosco, passando accanto a una radura/dolina e subito si entra nell’ambiente della faggeta vetusta.
Si torna a salire nel bosco e attraverso un’altra radura si raggiungere la cima di Cozzo Ferriero a 1805 m. Un maestoso acero napoletano ne è l’antico custode.
Nuovamente nel bosco, si scende lungo la cresta, fino alla sella che si affaccia su Valle Lupara e che poi risale, stretta e ripida, sempre nel bosco, fino a raggiungere l’ultimo tratto del fianco meridionale, scoperto e ripido (sconsigliato a chi soffre di vertigini) di Coppola di Paola. Bella vista su Piano Ruggio, Timpone della Capanna, Serra del Prete e le altre importanti cime del massiccio, viste da una prospettiva suggestiva.
Il percorso continua su tracce evidenti in continuo scendere nel bosco, fino a raggiungere Colle del Dragone, quindi il belvedere dei Pini Loricati 1570 m. A questo punto termina la fase impegnativa e tecnica del nostro itinerario.
Si prosegue su tratti di sentieri che si intersecano tra di loro, toccando sorgenti e fonti, fino ad arrivare a Piano Ruggio.
Si prosegue sul 910C, il sentiero dei tre rifugi di recente segnato dai soci della nostra sezione, che ci accompagna, dolcemente, al nostro punto di partenza non prima di aver ammirato l’inghiottitoio dell’Eremita(*)
Elementi naturalistici
La Faggeta di Cozzo Ferriero è radicata lungo la dorsale che da Coppola di Paola raggiunge Cozzo Ferriero, in Basilicata, in agro del Comune di Rotonda (Pz). È estesa circa 70 ettari e si sviluppa su una superficie sub-pianeggiante compresa tra 1700 e 1750 s.l.m., in prossimità dello spartiacque che segna il confine tra Basilicata e Calabria. L’esposizione prevalente è Ovest.
Geologicamente l’area è caratterizzata da rocce carbonatiche con prevalenza di calcari dolomitici, su cui si sono formati suoli moderatamente profondi, con tessitura da franco limosa ad argillosa limosa, riconducibili ai Typic Hapludalfs. In questa area vegetano faggi monumentali, che hanno raggiunto l’età di circa 500 anni, tipici delle fasi più mature della dinamica forestale, con presenza di alberi aventi un ampio range dimensionale dei diametri, ben distribuiti nello spazio ed accumulo di alberi morti in piedi e schiantati, tipici delle faggete vetuste, nelle quali l’assenza di impatti significativi legati alle attività umane per un periodo di tempo sufficientemente lungo, ha consentito alle dinamiche naturali di esprimersi, dando luogo a cenosi strutturalmente complesse e ricche di biodiversità.
(*)inghiottitoio di notevoli dimensioni che convoglia verso l’interno del massiccio calcareo le acque di ruscellamento. Il nome deriva dalla toponomastica di un’area poco distante. A rendereimponente il sito è una parete rocciosa calcarea, molto fratturata e relativamente pulita da vegetazione che, come un diamante incastonato, sovrasta per un’altezza di circa 17-20 metri l’ingresso dell’inghiottitoio.
Direttori di Escursione
ASE Vincenzo Gulfo (348 170 1973), DdE Salvatore Ledonne (334 648 7435),
DdE Porsia Sergio (340 179 7646).
Iscrizione
Iscrizione obbligatoria tramite messaggistica WhatsApp al numero di sezione 0973 296068 entro le ore 20:00 di venerdì 18 Luglio 2025. Partecipazione subordinata a una risposta positiva da parte dei referenti, disponibili ai relativi contatti telefonici per ulteriori informazioni.
Quota di partecipazione
2 € per i soci CAI, 10 € per i non soci. Per i soci la quota comprende un contributo sociale per le spese organizzative dell’escursione, mentre per i non soci la quota comprende l’assicurazione
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NOTE
IN CASO DI RITARDO, E’ IMPORTANTE E DOVEROSO DA PARTE DEI PARTECIPANTI, AVVISARE I REFERENTI MEDIANTE MESSAGGISTICA SMS O WHATSAPP AI NUMERI INDICATI NELLA SCHEDA.
I RESPONSABILI SI RISERVANO IL DIRITTO DI NON AMMETTERE ALL’ESCURSIONE CHI NON FOSSE IN POSSESSO DEI REQUISITI FISICI, TECNICI, E DELL’ATTREZZATURA NECESSARIA RICHIESTA.
SARÀ FACOLTÀ DEI DIRETTORI D’ESCURSIONE MODIFICARE IL PERCORSO ANCHE DURANTE L’ESCURSIONE.
IN CASO DI PREVISIONI METEOROLOGICHE AVVERSE L’ESCURSIONE POTRÀ SUBIRE MODIFICHE, ESSERE RINVIATA O ANNULLATA.
PER TUTTO QUANTO NON SPECIFICAMENTE INDICATO NEL PRESENTE PROGRAMMA SI FA RIFERIMENTO AL REGOLAMENTO DELLE ESCURSIONI DELLA SEZIONE CHE I PARTECIPANTI, ISCRIVENDOSI ALL’ATTIVITÀ, CONFERMANO DI CONOSCERE E DI ACCETTARE.




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